Le Due Torri, il Simbolo di Bologna

Le Due Torri a Bologna

Tra le costruzioni più chiacchierate di Bologna compaiono le due torri, il simbolo della città. Esse sono il punto di riferimento di Bologna e del centro cittadino attorno al quale si dissemina un intrecciarsi di strade e di isolati che fanno loro da contorno.

Le torri sono state costruite quando ancora la città non assumeva le attuali dimensioni, in posizione strategica; sono state volute intorno al dodicesimo secolo da due famiglie nobili ghibelline, quelle dei Garisenda (che danno il nome alla torre più bassa - poco meno di cinquanta metri) e degli Asinelli (da cui prende il nome la torre pià alta - circa novantasette metri di altezza).

La Garisenda è la torre più pendente ma l'Asinelli è quella su cui si soffermano ripetutamente gli occhi dei turisti e degli abitanti. La base si appoggia su un blocco di calcestruzzo e, al di sopra di essa, le mura risultano formate per una sessantina di metri da ciottoli e da pareti di mattoni che danno continuazione al resto della costruzione.

Con un baricentro piuttosto basso, la torre degli Asinelli si mostra stabile benchè le fondazioni non siano del tutto proporzionate. Per ciò che concerne l'altezza, sembra che la sua altezza originaria non dovesse oltrepassare i sessanta metri, infine superati così da raggiungere le dimensioni attuali.

Nel centro di Bologna riconosciamo comunque i resti di antiche torri, scomparse per le più disparate ragioni /crolli, trasformazioni, abbattimenti). I costruttori delle torri pensarono che la pietra rappresentasse il materiale più adeguato per la realizzazione della base, facile preda dell'umidità e del ristagno di acqua. Su tale base in pietra si impostò una muratura in mattoni, utilizzando la tecnica della muratura a sacco.